Il recente Decreto-Legge 14 marzo 2025, n. 25 ha introdotto importanti novità per le imprese che hanno usufruito del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo nel periodo 2015-2019. In particolare, l’articolo 19 di questo decreto ha riaperto i termini per aderire alla procedura di riversamento spontaneo, offrendo alle aziende l’opportunità di regolarizzare la propria posizione fiscale senza incorrere in sanzioni.
Cosa prevede la procedura di riversamento
Il riversamento è una procedura abbastanza frequente nell’ambito della ricerca e sviluppo in quanto vi è un’intrinseca difficoltà a definire chiaramente quali attività e spese siano effettivamente ammissibili.
L’incertezza normativa, le frequenti modifiche legislative e la difficoltà interpretativa delle disposizioni tecniche possono facilmente portare le aziende a commettere errori di valutazione, che spesso emergono soltanto in fase di verifica fiscale. Tale complessità rende necessario un monitoraggio continuo e dettagliato, oltre a una profonda conoscenza della normativa, per evitare di incorrere in contestazioni o sanzioni.
Ad esempio, un’azienda potrebbe erroneamente qualificare come attività di ricerca un normale aggiornamento di software o una modifica minima di prodotto, oppure potrebbe aver sostenuto spese di ricerca commissionate da clienti esteri senza rispettare completamente le disposizioni di legge.
Nuove Scadenze per il Riversamento
Le imprese che hanno usufruito del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo nel periodo 2015-2019 possono presentare la richiesta di riversamento entro il 3 giugno 2025.
Il versamento dell’importo dovuto può avvenire:
- in un’unica soluzione: entro il 3 giugno 2025
- in tre rate di pari importo:
- Prima rata: entro il 3 giugno 2025
- Seconda rata: entro il 16 dicembre 2025
- Terza rata: entro il 16 dicembre 2026
Sulle rate successive alla prima, a partire dal 4 giugno 2025, saranno applicati interessi al tasso legale.
Soggetti Interessati
La procedura di riversamento è rivolta alle imprese che, nel periodo 2015-2019, hanno:
- Sostenuto spese per attività non qualificabili come ricerca e sviluppo ai fini del credito d’imposta
- Effettuato attività di ricerca e sviluppo su commesse estere in modo non conforme alle normative vigenti
- Commesso errori nella quantificazione delle spese ammissibili o nel calcolo della media storica di riferimento
È importante notare che l’adesione alla sanatoria richiede la rinuncia a eventuali contenziosi in corso relativi ai crediti oggetto di atti di recupero o provvedimenti impositivi. Tale rinuncia deve avvenire entro il 3 giugno 2025, con compensazione delle spese legali tra le parti.
Contributo in Conto Capitale
Le imprese che aderiranno alla procedura di riversamento entro il 3 giugno 2025 potranno beneficiare di un contributo in conto capitale, calcolato in percentuale sull’importo riversato. Questo contributo rientra nel limite complessivo di 250 milioni di euro, da distribuire nel periodo 2025-2028.
Estensione dei Termini di Prescrizione
Un’altra rilevante modifica introdotta riguarda l’estensione di due anni del termine di prescrizione per l’emissione di atti di recupero e altri provvedimenti impositivi sui crediti utilizzati negli anni 2016 e 2017. Questo significa che l’Amministrazione Finanziaria avrà più tempo per contestare eventuali utilizzi indebiti del credito d’imposta in quei periodi.
Implicazioni per le Imprese
Queste nuove disposizioni rappresentano un’opportunità significativa per le imprese di regolarizzare la propria posizione fiscale riguardo ai crediti d’imposta per ricerca e sviluppo. Il riversamento è una procedura che consente alle aziende di restituire volontariamente all’erario l’importo di crediti d’imposta indebitamente fruiti, senza incorrere in sanzioni o interessi aggiuntivi, purché effettuato nei termini previsti.
Eppure va ribadito che la scelta tra ravvedimento e accettazione di eventuali sanzioni non sempre è scontata.
Il contributo di Innovation Machine
Soprattutto quando si tratta di verificare eventuali errori commessi nella gestione del credito d’imposta, è fondamentale affidarsi a specialisti qualificati in materia fiscale e amministrativa.
Spesso, infatti, errori apparentemente marginali possono nascondere implicazioni fiscali importanti, capaci di generare costi elevati e di complicare significativamente il rapporto con l’Amministrazione Finanziaria.
Un consulente specializzato aiuta a:
- Identificare con certezza la natura e l’entità degli errori commessi.
- Valutare l’effettiva convenienza della procedura di riversamento rispetto all’accettazione della sanzione.
- Calcolare correttamente gli importi dovuti, evitando ulteriori contestazioni future.
- Gestire eventuali contenziosi in corso, orientando l’impresa verso la soluzione più vantaggiosa e sostenibile nel lungo termine.
Affidarsi a esperti consente alle imprese di effettuare scelte consapevoli e informate, minimizzando i rischi di decisioni affrettate o basate su una visione parziale della situazione fiscale e normativa.
In questo modo, la consulenza specialistica si traduce in un investimento strategico, capace di garantire non solo conformità fiscale ma anche serenità e certezza nella pianificazione aziendale.
La scelta che consigliamo per affrontare al meglio la complessità normativa e sfruttare pienamente le opportunità offerte dalle ultime disposizioni, è quella di rivolgersi ai professionisti qualificati di Innovation Machine.
Tra i nostri servizi forniamo la consulenza per:
- Valutazione preventiva degli investimenti per l’applicabilità dell’agevolazione Transizione 4.0 e Transizione 5.0;
- Interlocuzione tecnica con le società esterne fornitrici dei beni e dei servizi;
- Definizione di un percorso di sviluppo per creare il corretto ambiente di fabbrica per la fruizione dei benefici aggiuntivi a quelli destinati esclusivamente ai beni strumentali (es. integrazioni software; Formazione);
- Redazione di Perizia (Asseverata o Giurata);
- Redazione di Analisi tecnica;
- Supporto per la redazione della Comunicazione Preventiva al MIMIT
- Valutazione del mantenimento dei requisiti per beni già periziati (“Audit 4.0”).
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